NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

martedì 22 gennaio 2013

Non ci facciamo mancare niente


Nel corso dei secoli XVII e XVIII la dinastia e lo Stato sabaudi divennero soggetti importanti della storia europea: attività diplomatica, organizzazione militare, struttura amministrativa, alleanze sociali, vita di corte e cultura scientifica li resero protagonisti della vita continentale. Nell'arco di quegli anni, conquistarono la dignità regale, orientarono la propria politica verso l'Italia e predisposero la struttura istituzionale che sarebbe divenuta il motore dell'unificazione italiana.

La dinastia sabauda è stata assai longeva, quasi millenaria; e ha concorso con altre casate di gran fama, e spesso di assai più breve durata, alla definizione degli assetti politici europei, in momenti diversi e con personalità di varia grandezza. Nella percezione comune degli Italiani, ad esempio, è stata fondamentale nella vicenda risorgimentale; oppure deprecabile per la traiettoria che l'ha condotta dai presunti allori della Grande Guerra alla infamante alleanza con il fascismo. In realtà, casa Savoia ha mosso i suoi primi passi in epoca altomedievale, e ha dipanato tutta la sua storia lungo un percorso che ha visto alternarsi momenti di lunga e prospera continuità ad altri di drammatica frattura e di crisi.
Pur senza ignorare gli evidenti lasciti delle premesse originarie, si può tuttavia affermare che i Savoia si guadagnarono una fama meritata di sovrani europei nel corso non breve degli anni che andarono dalla fine del Cinquecento alla seconda metà del secolo xviii. Furono in effetti quei due secoli di lento consolidamento delle acquisizioni territoriali, di cure dell'edificio istituzionale, di alleanze sociali interne e di accordi internazionali, che motivarono l'ascesa dei Savoia sulla scena continentale. Quei secoli di guerre e di assidui maneggi diplomatici, di attenzioni maniacali all'apparecchio statuale, di spregiudicate politiche delle alleanze con le più reputate potenze europee, di ostentazioni cerimoniali del potere, di armi tonanti e di magnificenze cortigiane, furono in effetti il periodo aureo della dinastia. Quello fu il giro d'anni che voltò verso l'Italia il destino politico di un lignaggio nato e cresciuto sul crinale delle Alpi, che per lungo tempo mantenne tratti caratteristici lontani da quelli riconoscibili nelle pur varie esperienze italiane. Ma non solo: furono anche gli anni che incubarono la cultura scientifica e tecnologica che avrebbe connotato Torino e il Piemonte come il più importante distretto industriale italiano, e che avrebbe trasferito nei tratti severi di una «aristocrazia operaia» la più antica fisionomia, tutta sabauda, di una tradizionale aristocrazia guerriera.

http://www.einaudi.it/libri/libro/aa.vv./i-savoia/978880618593
  

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