NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

giovedì 12 novembre 2015

Lecco: un giovane monarchico di Casatenovo alle celebrazioni per il 4 novembre

Sventolava anche una bandiera di casa Savoia alla cerimonia del 4 novembre a Lecco. A tenerla alta, in coda al corteo come privato cittadino, c'era il casatese Stefano Terenghi, consigliere nazionale del Fronte Monarchico Giovanile, che ha voluto cogliere l'occasione per presentare l'associazione.
"Si tratta della sezione giovanile dell'Unione Monarchica Italiana, che conta circa 70.000 soci in tutta Italia. L'U.M.I. è nata nel 1944 e dal referendum del 1946 la sua vocazione non è tanto quella di una restaurazione quanto quella di una ricostruzione della monarchia. Si tratta di ricostruire l'ideale di una nazione monarchica e dell'idea regia per poi riportare al Quirinale un re di casa Savoia e costituire una monarchia parlamentare, naturalmente tramite referendum. Parlamento e Senato rimarrebbero ovviamente, e il concetto democratico sarebbe la base di tutto, come accade nelle altre monarchie europee con l'eccezione del Vaticano".
Come ha ricordato Terenghi, le monarchie in Europa oggi sono 12: Spagna, Principato di Andorra, Principato di Monaco, Danimarca, Regno Unito, Granducato di Lussemburgo, Belgio, Olanda, Vaticano, Svezia, Norvegia e Principato di Liechtenstein. "Se prendiamo ad esempio il Regno di Spagna, che la stampa italiana continua a presentarci come ormai decadente e con lo spettro della repubblica in arrivo, possiamo renderci conto che la loro costituzione - redatta nel 1978 e quindi una delle più giovani - definisce che nel caso in cui la popolazione non si ritrovi più nell'istituto monarchico può liberamente scegliere tramite referendum: questa è la vera democrazia. In Italia invece c'è un articolo un po' dittatoriale della Costituzione - il 139, che infatti come Unione Monarchica Italiana ci stiamo impegnando per far abrogare - che recita: "la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale". Come è possibile, se nell'articolo 1 si definisce la sovranità popolare? Se la sovranità appartiene al popolo, la democrazia viene "tagliata" da questo articolo che blinda la Repubblica e nega la libertà di espressione di poter scegliere la propria forma di Stato".
Oltre all'abrogazione dell'articolo 139 della Costituzione, l'associazione dei giovani monarchici è impegnata nella ricostruzione dell'ideale nazionale e di patria, "valori che in questo periodo grazie alla Repubblica sono andati scemando. Come disse Crispi, "la monarchia ci unisce, la repubblica ci divide"" ha proseguito Terenghi, sostenendo che la figura del sovrano sarebbe garanzia di apartiticità. "La figura regia è imparziale, come se fosse in maniera molto poetica un padre che riesce a guardare i suoi "figli" in maniera neutra; non può tendere a destra o a sinistra. Anche il Presidente teoricamente dovrebbe esserlo, ma in 70 anni di Repubblica non si è mai visto, se non tra i primi, un presidente che non abbia dovuto dare qualche tributo al proprio partito: esempio ultimo è Napolitano, che ha dovuto dare tutto al suo partito e ha trattato l'Italia con pugno quasi dittatoriale, calando dall'alto anche il presidente del consiglio".
Il Fronte Monarchico Giovanile propaganda la propria posizione organizzando gazebo informativi e convegni in giro per l'Italia, che vedono anche la presenza dei reali di casa Savoia. "A questo proposito, vorrei ricordare che ci sono due pretendenti al trono: Vittorio Emanuele, figlio di Umberto II, e Amedeo di Savoia-Aosta. Noi appoggiamo il secondo, in quanto Vittorio Emanuele ha disatteso alcuni obblighi quando si è sposato" ha puntualizzato Terenghi. Come è noto infatti, i matrimoni dei principi di Casa Savoia sono regolati da rigide regole dinastiche, che prevedono il regio assenso e un'unione tra pari: obblighi che non sarebbero stati rispettati nel caso del matrimonio tra Vittorio Emanuele e Marina Doria.
Concludendo, perché presentarsi con il vessillo dei Savoia alle celebrazioni per il 4 novembre? "Per ricordare che il 4 novembre 1918 è la vittoria della Prima Guerra Mondiale per il Regno d'Italia, non per l'Italia repubblicana. È la giornata in cui si corona l'unità nazionale con Trento, Trieste, l'Istria e la Dalmazia; si ricordano i caduti ma si rischia di dimenticare il valore della patria, ideale che oggi sta scemando. Il nostro partecipare celebra anche il compimento nazionale, oltre a fare conoscere la nostra causa" ha concluso Terenghi, rimandando per ulteriori approfondimenti al sito www.monarchia.it.



http://www.casateonline.it/articolo.php?idd=92991&origine=1&t=Lecco%3A+un+giovane+monarchico+di+Casatenovo+alle+celebrazioni+per+il+4+novembre

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