NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

giovedì 11 agosto 2016

«MIA MADRE, LA REGINA DI MAGGIO»


di Giovanna Pavesi

110 anni fa nasceva Maria José del Belgio, moglie dell'ultimo Re d'Italia. Una donna disciplinata e coraggiosa, che dopo il referendum seppe «riciclarsi». Intervista alla figlia Maria Gabriella.

Libera e disciplinata. Indipendente ma rispettosa di ogni regola. Troppo contemporanea per i suoi 20 anni. Bella e affascinante. Aggraziata ed estremamente colta, appassionata di musica e sedotta, come il padre, dai paesaggi alpini. Aveva gli occhi chiari e portava nello sguardo gli esiti di decenni di storia, consumati tra i troni della vecchia Europa. Detestava la noia.
Maria José del Belgio l’8 gennaio del 1930 sposò Umberto II di Savoia, l’ultimo Re d’Italia. Divenne antifascista. Durante gli anni della guerra, rientrò in Italia, a piedi, dalla Svizzera. La scortarono i partigiani e giunta in Italia la scortò la Resistenza. Con ai piedi un paio di sci salì fino al Gran San Bernardo e da lì scese in Italia, in Val D’Aosta. Al referendum del 2 giugno, nel 1946, votò scheda bianca.
La chiamarono Regina di Maggio, perché rimase in carica soltanto un mese. «Quell’epiteto le piaceva: mia madre amava il mese di maggio, il mese delle rose e del loro profumo inebriante», racconta a LetteraDonna la Principessa Maria Gabriella di Savoia a 110 anni dalla nascita di sua madre.
[...]

Nessun commento:

Posta un commento