NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

mercoledì 7 dicembre 2016

Referendum, i Monarchici dell'Umi: “Prima elezioni poi nuova costituente”


L’Unione Monarchica Italiana non ha dubbi: “Subito alle urne”

“Gli italiani hanno nettamente bocciato la bizzarra riforma della Costituzione proposta dal Governo e il primo Ministro, che ha voluto personalizzare questa campagna referendaria, non poteva non tenerne conto”.
 Lo rende noto l'Umi in un comunicato nel quale spiega: “Dopo le dimissioni di Matteo Renzi, per scongiurare un periodo di forte instabilità, l’Unione Monarchica Italiana auspica che si vada quanto prima alle elezioni al fine di garantire nuovamente al Paese un governo che rispecchi la volontà del voto popolare, cosa che non è avvenuta con gli ultimi tre Esecutivi.
Il Governo di transizione che si andrà ad insediare dovrà avere come priorità assoluta una legge elettorale che porti al superamento dell’attuale sistema, dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale nel 2013.
L’Italia si è divisa in due di fronte a delle riforme che tutelavano i partiti e le lobby ed ha capito di avere la necessità di una vera e seria stagione di cambiamento. Bisogna andare oltre le briglie dell’attuale Carta costituzionale, ormai appesantita da quasi sette decenni di storia in cui il Paese è radicalmente cambiato.

Una volta che l’Italia avrà un Parlamento eletto secondo un sistema legittimo, si indìca un’assemblea costituente per dare al Paese una nova Costituzione che, tra l’altro, elimini mostri giuridici equivalenti all’attuale articolo 139. Basta con le limitazioni della sovranità popolare!
L’U.M.I., che in questa campagna referendaria si è battuta per la vittoria del NO, esprime la propria soddisfazione per il pericolo scongiurato con l’entrata in vigore di una riforma grottesca ma è consapevole che questo pronunciamento popolare debba essere solo il primo passo di un lungo percorso per risollevare il Paese.
La paura del voto che la classe politica tradizionale ha da qualche tempo deve essere superata, l’affluenza alle urne di questo referendum ha dimostrato che gli italiani vogliono e devono ancora poter dire la loro.

Abbiamo perduto fin troppo tempo, tergiversando con Governi succubi di interessi extra nazionali, e dobbiamo uscire  dall’impasse nel quale ci siamo venuti a trovare. Torniamo ad essere orgogliosi non solo della nostra Patria ma anche delle sue Istituzioni. Questo lo si potrà ottenere soltanto cambiando radicalmente l’attuale assetto politico. La strada è in salita ma non ci dobbiamo scoraggiare: la meta finale è il cambio istituzionale. La riscossa definitiva dell’Italia arriverà soltanto alla luce del sole di una nuova Monarchia costituzionale. Nel frattempo vigileremo con attenzione”.

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